cerinidaviaggio

dalla pila di libri sul comodino

-Cose che bisognerebbe sapere 'A.M.Homes'
-Gelide scene d'inverno 'A.Beattie'
-Il tempo materiale 'G.Vasta'
-Questo libro ti salverà la vita 'A.M.Homes'
-Malinverno 'F.Lubrano'
-La fortezza della solitudine 'J.Lethem'
-Una buona scuola 'R.Yates'
-Lotta di classe 'A.Celestini'
-Principianti 'R.Carver'
-Hotel world 'A.Smith'
-Disturbo della quiete pubblica 'R.Yates'
-Gli effetti secondari dei sogni 'D.De Vigan'
-Tempesta di ghiaccio 'R.Moody'
-Dizionario affettivo della lingua italiana
-La regina dei castelli di carta 'S.Larsson'
-Take the cannoli 'S.Vowell'
-Uomo nel buio 'P.Auster'

il grande schermo vive e lotta insieme a noi

-Il nastro bianco 'M.Haneke'
-Up 'P.Docter'&'B.Peterson'
-Bastardi senza gloria 'Q.Tarantino'
-S.Darko 'C.Fisher'
-Coraline 'H.Selick'
-Transformers 'M.Bay'
-Uomini che odiano le donne 'N.A.Oplev'
-Star Trek 'J.J.Abrams'
-Louise Michel 'S.Anspach'
-The Reader 'S.Daldry'
-The Wrestler 'D.Aronofsky'
-Underworld - Rise of the Lycans 'P.Tatopoulos'
-Il curioso caso di Benjamin Button 'D.Fincher'
-Revolutionary Road 'S.Mendes'
-Doubt 'J.P.Shanley'
-Milk 'G.Van Sant
-Australia 'B.Luhrmann'
-Si può fare 'G.Manfredonia'

e il piccolo?

-V 'K.Johnson'
-FlashForward 'B.Braga'&'D.S.Goyer'
-True blood 'A.Ball'
-The closer 'J.Duff'
-Chuck 'C.Fedak&J.Schwatz'
-Pushing Daisies 'B.Fuller'
-Weeds 'j.Kohan'
-Damages 'G.&T.Kessler'

Music mix the bourgeoisie and the rebels

-The smiths 'The queen is dead'
-P.J.Harvey 'To bring you my love'
-Michael Jackson 'History'
-The pains pf being pure at heart
-The Prodigy 'Invaders must die'
-Lauryn Hill 'Call me Ms. Hill'
-Arisa 'Sincerità'
-Gogol Bordello 'Super Taranta'
-The Moldy Peaches

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21/11/2009

Short cuts

La Minimum fax ha fatto una cosa davvero carina. Ne ha fatte molte altre di cose carine, eh? Però magari ve le racconto un'altra volta.
Oggi mi voglio soffermare sulla collana 'I quindici', che la casa editrice romana sta pubblicando dallo scorso anno. L'ultimo numero uscito è il 9 ed è un bellissimo omaggio a uno scrittore fondamentale per la letteratura contemporanea: Raymond Carver. Già il primo numero della collana era stato dedicato a lui. L'anno scorso infatti uscì 'Cattedrale'.
Il nuovo numero si intitola 'America oggi'.
Nell'opera originale di Carver non si trova lo stesso titolo. Carver infatti morì nel 1988. Cinque anni dopo il regista Robert Altman selezionò nove suoi racconti e una poesia e ispirandosi ad essi ne costruì la sceneggiatura per uno dei suoi capolavori cinematografici, appunto 'America oggi' (in originale 'Short cuts'), che gli valse il Leone d'oro al Festival di Venezia nel 1993. Il film diventò il capostitpite del genere multiprotagonist, a cui registi contemporanei ancora si rifanno, ad esempio Paul Thomas Anderson con 'Magnolia', che vinse l'Orso d'oro a Berlino nel 2000.
Questo libro è uno di quelli da avere assolutamente nella propria libreria. Se vi piacciono la letteratura e il cinema questo è un esempio di come le due arti si fondano l'una nell'altra.

    

-loretta-
postato da: cerinidaviaggio alle ore 12:30 | link | commenti
categorie:
19/11/2009

Arte e cinismo

Io non amo Woody Allen. Di certo lo trovo molto acuto, intelligente, o come direbbero gli americani, smart! Però i suoi film non mi coinvolgono come solitamente catturano l'umana specie. Non ho mai speso preziosi euris per andare a vederlo al cinema.
Prima di ieri.

Succede che un mio carissimo amico va a vedere 'Basta che funzioni' e mi dice che mi chiamerà Boris Yellnikoff per il resto della mia esistenza; altre persone attendibili mi dicono che stavolta questo film di Woody Allen mi piacerà.
Così mi convinco e mi intrufolo nella sala 50 dell'Anteo (si chiama così perché ha 50 posti esatti e la sala sembra un pullman) alle quattro del pomeriggio insieme al reparto geriatrico di un qualsiasi ospedale milanese, per fare la conoscenza di questo mio alter ego cinematografico.
Devo dire che nei suoi film si parla sempre troppo e dopo un po' io mi inquieto, però giuro che ho retto senza distrarmi mentalmente. E lo ammetto, il film è molto intelligente e acuto, proprio come il regista.
Ciononostante questo nerd di uomo non entrerà ugualmente nelle mie grazie, anche se da oggi lo tratterò con egregio rispetto.
Quello che però vorrei dire è un'altra cosa. O meglio vorrei porre un quesito.
Al cinema tutti ridono quando Boris Yellnikoff dà dell'idiota ad ogni essere umano, in tv tutti ridono quando il dottor House sbeffeggia dialetticamente pazienti, familiari e colleghi, tutti apprezzano il sarcasmo delle vignette di Mafalda o idolatrano Chuck Palahniuk per la sua freddezza cinica.
Allora perché non ci lasciate campare in pace, noi poveri cinici, anche nella vita reale?
Perché nell'arte accettate di tutto e nella vita reale diventiamo dei meschini casi psichiatrici?
Tsé!

-loretta-

"Come ci si può fidare del genere umano, quando hanno dovuto inventare le toilette autoigienizzanti perché non tiriamo neanche la catena?"
-Basta che funzioni-

postato da: cerinidaviaggio alle ore 15:28 | link | commenti
categorie: film
17/11/2009

Piccoli grandi consigli di vita

Ho trovato questa parte di intervista a Paola Barbato, scrittrice dei romanzi thriller 'Bilico' e 'Mani nude' editi da Rizzoli, e sceneggiatrice di 'Dylan Dog'.
E' un piccolo grande consiglio per chi volesse intraprendere il viaggio di diventare uno scrittore o una scrittrice. Mi è piaciuto molto e ho pensato di riproporvelo:

Volete scrivere? Imparate la grammatica, la sintassi, la consecutio temporum, l’italiano, abbiate curiosità per le parole che non conoscete, imparate ad esprimere in cinque parole un concetto che ne necessita sei. Una volta imparata la sintesi potrete spaziare in descrizioni infinite. Aggiungere è uno scherzo, sottrarre un’arte. Tutte queste cose però non servono, se non siete dei narratori, degli affabulatori. Se non sapete raccontare una barzelletta, o un aneddoto. Se non sapete catturare l’attenzione solo con le vostre parole, scritte o dette che siano, lasciate perdere. La scrittura è un’arte, non una tecnica. Ha bisogno ANCHE della tecnica, ma se non avete il dono dell’affabulazione siate sinceri con voi stessi. E lasciate perdere. Ma se il dono c’è, allora non mollate, perché questo mondo fa abbastanza schifo e abbiamo bisogno di qualcuno che ci racconti una storia a cui credere, anche solo per una manciata di minuti.

-loretta-
postato da: cerinidaviaggio alle ore 14:35 | link | commenti (2)
categorie:
09/11/2009

9 novembre 1989

Alle elementari non mi ricordavo mai quale fosse la Repubblica federale tedesca e quale fosse la Repubblica democratica tedesca: quella di destra o quella di sinistra? E quale delle due aveva come capitale Bonn?
Poi una mattina nebbiosa di novembre, ero in prima media, entra la professoressa di storia e ci dice che è caduto il muro di Berlino. Io nemmeno sapevo che ci fosse un muro a Berlino. Quando disegnavo la cartina delle due Germanie con i lucidi mica riproponevo il muro.
Sapevo solo che Gorbaciov aveva una macchia sulla pelata e che aveva a che fare con qualcosa che si chiamava 'perestrojka'. E quando andavo al mare mi piaceva tantissimo sentire parlare il tedesco ma non sapevo che fossero esclusivamente tedeschi dell'Ovest.
Sono passati vent'anni e adesso sono seduta sul divano di casa mia.
Stasera ci sarà l'evento alla Macchina dei Sogni di Elio de Capitani 'Lottare con le immagini' e sono molto curiosa ma lo ammetto: non c'è altro posto al di fuori di Berlino in cui io vorrei essere adesso.
Ci sono stata a giugno ma non è la stessa cosa.
Sulla storia della DDR mi sembra che si sappia molto poco. Certo i film 'Le vite degli altri' e 'Goodbye Lenin!' hanno aiutato, ma oltre ad essi c'è un po' una nube sull'argomento.
La prima volta che sono stata a Berlino mi sono portata dietro un libro bellissimo che in tedesco si intitola 'Stasiland', in italiano è pubblicato dalla serie bianca di Feltrinelli e si intitola 'C'era una volta la DDR'.
Non si trovava molto in giro ma negli ultimi tempi è sugli scaffali di molte librerie, insieme ad altri libri che trattano di questa parte storica. Non è un romanzo e nemmeno un saggio: è una raccolta di commenti e di testimonianze redatte da un'australiana esperta dell'argomento. Ci sono interviste a persone perseguitate dalla Stasi, ad ex uomini Stasi nostalgici, un po' di tutto.
E' un libro molto bello e toccante. Se volete farvi un'idea di cosa sia stata la DDR e di come si viveva, questo libro è assolutamente validissimo. Molto triste eh, ma validissimo.

-loretta-


postato da: cerinidaviaggio alle ore 16:03 | link | commenti (2)
categorie: libri
08/11/2009

Altro che inglourious!

Io non sono una tarantiniana convinta e sfegatata. Se penso ai miei registi preferiti non metto ai primi posti Quentin Tarantino. Allo stesso tempo però non posso tralasciare la sua arte. Ho apprezzato tutti i suoi film, li ho seguiti con attenzione, mi sono informata leggendo le sue interviste, le sue interpretazioni cinematografiche, le sue rielaborazioni del cinema classico, il suo modo di mettere tutto dentro a un frullatore e tirarne fuori qualcosa di incredibilmente originale.
Quando sono andata a vedere 'Inglourious basterds' non sapevo niente del film, a parte il fatto che parla del nazismo. E sono stata contenta di non essermi informata prima, perché il film mi ha letteralmente travolta.
La cosa che mi ha colpita di più è stato il coraggio. Non il coraggio di uccidere Hitler, che poi francamente hanno anche rotto le palle tutti quelli che non dicono altro che: "Tarantino uccide Hitler", ma quello di riprendere l'evento storico più crudele della storia e metterlo in ridicolo sotto tutti i punti di vista.
La macchietta isterica e ridicola di Hitler è il meno, quello che mi ha fatto più ridere è stato vedere l'attore tedesco Daniel Brühl, che nel 2003 aveva interpretato un giovane socialista della Germania Est in 'Goodbye Lenin!', trasformato in un convintissimo nazi che ammazza trecento nemici da una torretta. Non ho idea se Tarantino abbia pescato proprio lui per rivoltare il ruolo ma non importa, per me è una cosa onorabilissima comunque.
Mi è piaciuto moltissimo il personaggio vendicativo di Shosanna (bellissima Mélanie Laurent!), fantastica l'espressione con il mento all'infuori di Brad Pitt.
Ma la cosa più bella è che è un film che parla del cinema, è un film che seppellisce la visione storica, dove il cinema diventa protagonista anche sul nazismo, e lo distrugge ridicolizzandolo, mettendo Hitler alla pari di ogni banale nazista presente alla prima di un film che rappresenta il loro stesso orgoglio malato.
L'incisione della svastica sulla fronte è geniale, una risposta altrettanto crudele al tatuaggio degli ebrei.
In questo film ci sta tutto. Ci sta lo splatter degli scalpi, ci stanno i personaggi ridicolizzati con troppa enfasi, ci stanno i dialoghi lunghissimi.
Ci sta anche la battuta finale, che è una meta-battuta, dove Tarantino più che parlare del film cita se stesso e la sua carriera.
Ma io gli concedo tutto, perché si può dire tutto di lui ma di certo non gli si può dire che sia un regista snob che ti fa pesare la sua cultura rendendola inaccessibile se non ai prescelti.
Di registi snob ce ne sono parecchi. E hanno un decimo della sua cultura.



-loretta-
postato da: cerinidaviaggio alle ore 14:49 | link | commenti (1)
categorie: film